Il giardino Stibbert a Firenze

A partire dalla seconda metà del 700 il nuovo gusto per il paesaggio e il giardino all’inglese si era legato ad un rinnovato interesse per il simbolismo. Tra le nuove realizzazioni di parchi e le recenti ideologie si instaurarono complessi legami simbolici per cui i giardini divennero portatori di messaggi iniziatici ed esoterici.
Molti giardini divennero emblema e metafora dei rituali iniziatici; lo spazio del giardino si dimostrò essere quanto di più adatto all’itinerario simbolico, a “deambulazioni rituali in cui erano presenti stazioni obbligate, corrispondenti a triangolazioni del paesaggio.”
Il più interessante progettista di giardini romantici in Toscana (Torrigiani, Orti Oricellari e il parco del Villon Puccini di Scornio a Pistoia), fu Luigi de Cambray Digny. Le sue opere meglio riuscite furono parchi commissionati da committenti della loggia Napoleone inaugurata a Firenze nel 1808.

TempiettoStibbert
ITINERARIO MASSONICO

Una passeggiata in un giardino all’inglese diventa una sorta di caccia a tutti i manufatti che lo arredano: basta scovarne uno solo perché si inneschi un meccanismo di irrefrenabile attesa, una ricerca spasmodica che potrà dirsi conclusa soltanto quando si sarà potuta ricostruire una visione globale dell’intero impianto. Questi episodi, architettonici o decorativi che essi siano e la loro stessa riconoscibilità costituiscono un sistema fisico dal forte coinvolgimento emotivo; sparsi in modo apparentemente casuale all’interno del parco, in realtà essi, nelle loro rispettive posizioni, sono il frutto della precisa volontà ordinatrice del progettista.
Immersi in una natura selvaggia ma benigna essi divengono, in conclusione, i capisaldi di un percorso conoscitivo che è anche itinerario di iniziazione personale.
Il giardino di Villa Stibbert è stato sviluppato 50 anni dopo i parchi Torrigiani, Puccini e Orti Oricellari. Rappresenta quindi l’ultimo anello della catena, rappresentando la consacrazione definitiva e il completamento degli intenti ritualistici ed iniziatici.
Nella ritualità massonica. sappiamo bene che la rinascita dell’iniziato avviene prima nel Gabinetto di Riflessione, passando poi nei viaggi dei tre elementi (battesimi purificatori dell’Aria, dell’Acqua e del Fuoco); da questo momento l’iniziato, giunto alla purezza dello spirito, può avere accesso al tempio vero e proprio, nel rispetto dei ruoli e delle posizioni che gli competono.
Stibbert ha voluto realizzare nel proprio parco, attraverso le sfingi e gli imperscrutabili faraoni il culmine del percorso iniziatico.
In quanto luogo sacro, il tempietto egizio è preceduto e sorvegliato da guardiani: 6 sfingi affrontate a due a due per vegliare affinchè nessun profano violi la soglia del sacrario (dal lato del lago due leoni sembrano svolgere lo stesso compito).
Ciascuna sfinge imperturbabile nel suo compito, tutte scrutano un punto indefinibile di fronte a loro, senza tradire alcuna inquietudine. La sfinge è il simbolo dell’enigma ma, nella sua doppia natura, è anche emblema dell’equilibrio tra l’energia animale e la forza del pensiero umano. Essa da questo punto di vista può essere considerata il modello a cui deve tendere l’iniziato: superare tutte le pulsioni materiali per giungere finalmente alla grande rivelazione, a varcare la soglia del tempo.
Boucher definisce sfinge quella creatura che di solito è identificata con il tetramorfo (essere con le zampe di leone, le ali di aquila,il corpo di toro e il volto umano). In quanto tale l’autore la identifica con il motto massonico “Saper Volere Osare Tacere”, ossia: saper con l’intelligenza dell’uomo, voler con l’ardore del leone, osare con l’audacia dell’aquila e tacere con la forza del toro.
Le sfingi dello Stibbert, invece, sono più che altro sfingi egizie e non riuniscono in sé questi quattro caratteri, ma hanno ugualmente un loro ruolo e un loro profondo significato.
Il tempio è allineato lungo l’asse Ovest-Est, con l’accesso via terra situato a occidente così che chi vi entra ha davanti a sé il punto dove sorge il Sole, il luogo da cui viene la Luce.
Le due colonne; Iachin e Boaz, le ritroviamo nel piano che sta al di sopra del tempietto e non addossate alla sua facciata.
Stibbert scelse questa collocazione per non togliere ai visitatori il gusto della ricerca e della scoperta.
La via che porta alle colonne è sì un cammino rettilineo ma anche abbastanza difficoltoso, fatto di scale, passaggi obbligati e stretti sentieri. Oltretutto alle colonne, non si arriva per il largo e comodo scalone monumentale, ma attraverso una seconda scalinata più stretta, com’è stretta la via esoterica dell’iniziato.
La parte della proprietà che comprende il lago è composta da tre terrazzamenti, mentre quella più vicina alle terre dei Fabbricotti è un lento pendio discendente. Nei pressi delle colonne la discesa è quindi difficoltosa; è una prova ardua, esattamente come quella dell’apprendista massone e che Stibbert seppe sapientemente ricreare con un’accorta organizzazione del giardino in piani sovrapposti.
È proprio il numero di questi piani che si rivela interessante: tre.
Questo infatti è un numero fondamentale che esprime un ordine intellettuale e spirituale e sintetizza la triplice unità dell’essere vivente:
Le Virtù teologali: fede, speranza e carità.
Tre elementi della Grande opera Alchimista: zolfo, mercurio e sale.
Triangolo o delta Luminoso.
Tre sono i dignitari di Loggia e tre sono i gradi.
Tre sono le domande poste al profano, i viaggi di purificazione etc etc..
Poco lontano dal lago troviamo una grotta; in certi casi particolari le grotte nei parchi esoterici sono state considerate come repliche del Gabinetto di Riflessione.
L’antro dello Stibbert non presenta al suo interno fontane o statue, ma solo le vestigia di un tavolo che dovette trovarsi al centro del locale.

Altra caratteristica esoterica, viene rappresentata dalla distribuzione dei busti. In tutto erano 9, ma due di essi, due teste femminili di Faustina Minore e di una sconosciuta, furono separati dagli altri.
Quelli che restarono furono posti a delimitare l’estremità del piano alto del parco e ad inquadrare gli accessi alle due scale che conducevano al secondo. Questa scelta, oltre che estetica, fu operata per far sì che i busti sistemati a segnare l’inizio della discesa fossero sette.
Per la massoneria sette è il numero che indica la totalità dell’ordine planetario e l’armonia corporea, rappresenta un ciclo completo, una perfezione dinamica (somma di quattro punti cardinali della Terra e tre rappresentante il Cielo).
La materializzazione di questo numero è l’esagramma cui viene aggiunto il centro e che, in tale maniera, come il sigillo di Salomone, rappresenta la vera sintesi del pensiero ermetico, nella compenetrazione degli opposti e nell’espressione dell’unità cosmica.
Sette è anche il numero di Apollo; egli rappresenta l’ideale greco di saggezza poiché realizza l’equilibrio dei desideri senza sopprimere le pulsioni umane, bensì orientandole, tramite lo sviluppo della coscienza, verso una progressiva spiritualizzazione.
Per la massoneria sette sono i gradini della ritualità scozzese, nonché l’età simbolica del Maestro e del numero minimo degli ufficiali che devono essere presenti per aprire i lavori di una Loggia.

Stibbert

CONCLUSIONI
Il percorso difficoltoso che deve compiere l’iniziato è rappresentato da quello fisico che si deve fare per raggiungere il tempietto: è un cammino difficile, irto di ostacoli e immerso in una folta vegetazione che, all’epoca di Stibbert, doveva aprirsi solo per mostrare l’assolata scena del tempietto. Questo si specchia sul lago che richiama alla mente il Nilo e lo Stige (fiume dei morti).
Da qui finalmente uno scorcio di assoluta serenità: la radura assolata al cui centro si staglia la figura della Flora. E questa, è la tranquillizzante ma anche agognata scoperta della natura, l’acquisizione di quella conoscenza che è richiesta nel percorso formativo del massone.
Stibbert è riuscito a concretizzare quello che è il significato dell’iniziazione massonica.
Nessuno all’infuori di lui, avrebbe potuto giungere ad un allestimento del genere. Nessuno, infatti, riuniva in sè allo stesso tempo, una cultura ugualmente vasta, uno spiccato senso estetico e una così profonda conoscenza dei rituali massonici e dei suoi simboli.

L.P.

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